CELEBRAZIONE GIORNATA VIOLENZE DONNE
Grazie alle brillanti relazioni fatte dagli oratori, la Sezione Fidapa di Brancaleone ha celebrato, presso la Sala della Biblioteca Comunale “Cesare Pavese”, la “Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne”. “Questo incontro – ha detto, tra l’altro, la presidente Fidapa Fortunata Modafferi – assume secondo me un valore di rilevante importanza. Ho scelto la data del 25 novembre non a caso, ma ben precisa. Questa giornata è ricordata perché una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha voluto, insieme anche ad Amnesty International che si occupa appunto dei diritti umani, ricordare l’eccidio delle tre sorelle della Repubblica Dominicana per opera del dittatore”. Come è noto, la Giornata si ricollega al 25 novembre 1961 per rendere omaggio alle tre sorelle Mirabel, tre dissidenti politiche dominicane brutalmente assassinate per ordine del dittatore Trujillo che avevano osato opporsi al regime di quel paese, quindi per ricordare questo martirio perpetrato nei confronti delle tre congiunte. La Modafferi, nel corso del suo intervento, ha ribadito che la violenza sulle donne è una cosa molto dilagante. “Noi non possiamo parlare di cultura antiviolenza – ha detto – se non sappiamo cos’è la violenza. La violenza è praticamente una negazione di potere, potere di dominio che il sesso maschile vuole esercitare sul sesso femminile”. Per quanto riguarda le forme di violenza sulle donne, la presidente, ha affermato che sono tantissime citando i casi di stupro, stalking, mobbing, violenza psicologica, mutilazioni genitali che provocano nelle bambine delle fratture nell’anima e nel corpo. Per questi motivi sono stati istituiti dei centri antiviolenza – ha riferito la Modafferi – per tutelare la dignità della donna(Progetto Urban, 1522 che offre un servizio di pubblica utilità, Difesa in rosa, Bollini rosa, Vademecum, ecc.).Il Sindaco della città, Francesco Moio, dal canto suo, ha evidenziato che “la violenza sulle donne è un campo molto vasto. Ci può essere in vari settori, nelle famiglie, nel lavoro, nella comunità, quindi si può ravvisare la violenza in qualsiasi contesto sociale. Quando c’è una discriminazione per le donne si ravvisa una violenza”. Ester Leggio, componente del Comitato Presidenza Sezione ha commentato il libro di Dacia Maraini “Passi affrettati”, testimonianze di donne ancora prigioniere della discriminazione storica e famigliare. La Leggio, prima di leggere alcuni brani del libro ha commentato:” E’ un libro amaro, inquietante, in quanto racconta delle storie realmente accadute di sette donne che hanno subito violenza all’interno delle proprie famiglie. In queste storie la donna non è niente, è solo una bocca in più da sfamare”. Infine, Giuseppina Rodinò, componente della Commissione Legislazione della Sezione Fidapa, con una magistrale relazione ha illustrato i contenuti del film “Offside” di Janur Panahi mettendo in luce le violenze subite dalle donne iraniane durante un avvenimento sportivo. La Rodinò, con la sua prolusione, ha fatto vedere ai presenti i fotogrammi del film prima ancora che venissero proiettati sullo schermo. E’ stata brava a guidare gli spettatori man mano che le immagini scorrevano sullo schermo facendo rivivere gli avvenimenti che si sono susseguiti con una cadenza quasi scolastica. Anche se non c’è stata una nutrita partecipazione di pubblico si è trattato di un buon convegno che premia, al di là di ogni ragionevole considerazione, il coraggio delle socie fidapine che si sono cimentate su un tema molto scottante e attuale. L’evento, anche se può avere le dimensioni di una goccia d’acqua in un oceano, sicuramente, farà da cassa di risonanza in un territorio afflitto da mille problemi e tante contraddizioni. NB. Nella foto, da sinistra verso destra: Rodinò, Modafferi, Moio, Leggio.